Bob e skeleton
venerdì 4 marzo 2016
Roberto D'Amico collauda la pista olimpica 2018

Impronta veneta sul “budello” olimpico di Pyeongchang, la pista che ospiterà le gare di bob ai Giochi del 2018. E’ infatti Roberto D’Amico, di San Vito di Cadore, responsabile del settore giovanile italiano, a guidare il team azzurro scelto per testare il tracciato coreano. La spedizione azzurra è arrivata in Oriente martedì. I collaudi verranno effettuati, fino al 9 marzo, sul bob Ferrari e vedranno protagonisti, proprio sotto la guida di D’Amico, il pilota Patrick Baumgartner con i frenatori Marco Rosa, Rocco Caruso and Alessandro Fierro.
«La Federazione Internazionale ha espressamente chiesto alla Fisi uno dei suoi equipaggi e la scelta per il pilota è caduta su Baumgartner, appena 21 anni, che ha dimostrato di avere un grande feeling con il bob costruito dalla Ferrari, con il quale è stato capace di vincere i Giochi Olimpici Giovanili del 2012 ad Innsbruck. Insieme alla nazionale italiana ci saranno gli atleti di Lettonia e Russia» si legge in una nota del Coni.
«La collaborazione tra Coni, Fisi e Ferrai prosegue ormai da anni in vari ambiti sportivi, ed è dalle Olimpiadi di Vancouver 2010 che il bob della nazionale italiana viene realizzato a Maranello» prosegue la nota. «Lo sviluppo del mezzo per Pyeongchang è appena iniziato e dopo il test sulla pista olimpica tornerà in Ferrari per continuare il lavoro di sviluppo per tutta la prossima annata. Il debutto in gara del bob è previsto per il primo appuntamento della stagione 2017/18, che avrà proprio nell’Olimpiade coreana il suo momento di massimo interesse».
Per D’Amico si tratta di un’altra bella occasione per dimostrare la propria competenza. Classe 1961, Fiamme Oro, da atleta ha vestito l’azzurro a partire dal 1985, partecipando a due Campionati del Mondo, due Europei, un Europeo Juniores, venti prove di Coppa del mondo, cinque prove di Coppa Europa e a due Olimpiadi: Calgary 1988 e Albertville 1992. Sei volte campione d’Italia, D’Amico non è mai riuscito a conquistare allori internazionali come atleta. Ci è però riuscito da tecnico: c’è il suo lavoro dietro alla medaglia di bronzo conquistata alle Olimpiadi di Torino, nel 2006, da Jennifer Isacco e Gerda Weissensteiner. E ancora lui il “regista” della medaglia d’oro conquistata da Baumgartner (con frenatore Alessandro Grande) alle citate Olimpiadi giovanili invernali di Innsbruck.

© www.sportrentino.it - strumenti per i siti sportivi - pagina creata in 0,484 sec.

Inserire almeno 4 caratteri